È sicuramente uno dei locali storici del capoluogo, nel quale si ritrovavano in passato artisti e musicisti di passaggio nel capoluogo della Granda. Una convivialità schietta e piacevole documentata da alcuni scatti fotografici, ancora oggi esposti alle pareti del ristorante. Ezio e Romina, gestori del “nuovo Zuavo”, hanno scelto di mantenere integri alcuni elementi della storia del locale, in particolare la boiserie in legno e il parquet “scricchiolante”, per far rivivere ai clienti l’atmosfera calda e accogliente dei tempi passati. L’ingresso un po’ appartato del ristorante, che si allunga verso via Roma, permette ai clienti di percorrere il cortile interno, dove si trova una caratteristica pianta rampicante che, nel corso degli anni, ha raggiunto il terzo piano dell’edificio. Con una disponibilità di circa 50 coperti, in linea con la sua vocazione di locale tipico piemontese, il Nuovo Zuavo propone tradizione e alta qualità con i suoi piatti più blasonati: dalle acciughe al verde al vitello tonnato, dagli agnolotti al risotto al fondo bruno fino alle zuppe e ai minestroni che profumano di erbe di montagna.